Identità e progetti

…là dove i popoli prendono
coscienza della loro originalità,
possono giustamente studiare la loro
cultura da sé, cioè dall’interno.

C. Lévi-Strauss

Il Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna vuole definirsi innanzitutto come momento vivo per la ricerca e la conoscenza della cultura di un popolo e ha come interesse principale quello di cogliere i vari aspetti che formano le tradizioni popolari (simbolismo, socialità, lavoro, ritualità arte) di quell’area denominata Romagna meridionale.

Le sue finalità sono quindi di raccogliere, ordinare e studiare i materiali che si riferiscono alla storia, all’economia, ai dialetti, al folklore, ai costumi ed usi in senso lato della gente romagnola; promuovere e pubblicare studi e ricerche a carattere demo – antropologico, legate in special modo all’esperienza materiale, cercando il dialogo con le scuole e la collaborazione degli istituti universitari; e infine promuovere la diffusione e la conoscenza degli usi, costumi e tecnologie attraverso iniziative congressuali, corsi e laboratori.

Il MET ha scelto l’indirizzo d’investimento di risorse ed energie, il dialogo con il proprio territorio, o forse più propriamente la ricerca di occasioni e linguaggi per un dialogo possibile con le socialità che quel territorio esprime.

Il MET è un museo aperto, consapevole della propria autonomia scientifica, ma disponibile a un incontro con il pubblico e la città sentendo in esso il valore della propria presenza.

Se nel museo si conservano le schegge dell’espressione di una storia e di una cultura è su tali schegge che il museo etnografico si sente impegnato nel compito di quella restituzione che non è di cose ma di ambiti nei quali l’occasione culturale e sociale sia quella della riflessione e dell’incontro.

Sede

Il Macello di Via Montevecchi, sede del Museo Etnografico, considerato oggi un importante monumento di archeologia industriale, venne edificato negli anni Trenta del secolo scorso, in pieno regime fascista.

L’attività di macellazione all’interno dell’edificio, nonostante le vicende del secondo conflitto mondiale e le particolari emergenze sanitarie , proseguì fino agli anni Settanta, quando venne decisa la sua chiusura.

Nel 1974 il Consiglio Comunale delibera la destinazione dei locali dell’ex macello comunale a sede del Museo Etnografico.

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