Frammenti 2020. Sette appuntamenti con la storia locale: libri e ricerche

Alla Baldini…Ascoltare, conoscere, curiosare

La biblioteca Baldini ha promosso, per il quarto anno, un ciclo di incontri coi quali, attraverso la presentazione di recenti volumi pubblicati, o lavori di ricerca effettuati , affrontare diverse tematiche legate alla storia ed alla cultura locale.

La breve rassegna vuole rappresentare un altro tassello per conoscere sempre meglio varie sfaccettature ed aspetti della storia artistica e culturale del nostro territorio.

 

 

Frammenti 2020.

Sette appuntamenti con la storia locale:

libri e ricerche

 

Programma completo

 

sabato 1 febbraio, ore 17

Briganti e malfattori

numero monografico della Rivista quadrimestrale “Romagna Arte e Storia”,

fasc. 111, a. XXXVIII , ottobre 2018

Intervengono

Dino Mengozzi

e

Ferruccio Farina

 

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Giovedì 6 febbraio, ore 21

presentazione del volume

Storia del commercio in Romagna. Da Roma all’anno Duemila

(Il Ponte vecchio, 2019)

di

Mario Proli

Assieme all’autore interviene l’editore

Marzio Casalini

 

 

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sabato 8 febbraio, ore 17

Presentazione del volume

I terremoti a Rimini dal Medioevo ad oggi  

(Pazzini, 2019)

di

Oreste Delucca

 

 

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sabato 15 febbraio, ore 17

presentazione del volume

Tempus loquendi tempus tacendi.
Riflessioni sul Tempio malatestiano – 1969-2017

(Minerva, 2019)

di

Pier Giorgio Pasini

 

 

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giovedì 20 febbraio, ore 21

Presentazione del volume

I treni in Romagna. In viaggio tra storia e letteratura

(White Line, 2019)

Intervengono

Mattia Randi, Valerio Ragazzini e Roberto Marzaloni

 

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sabato 22 febbraio, ore 17

Silvia Mantovani

Presenta

Palcoscenici di carta.
La collezione di manifesti di Santarcangelo Festival

(Tesi del Corso di laurea magistrale in Beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione – Università di Bologna – Campus di Ravenna)

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sabato 29 febbraio, ore 17

presentazione del volume

Generali e battaglie della Linea Gotica

(Bookstones, 2019)

di

Andrea Santangelo

 

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  • sabato 1 febbraio – ore 17

Briganti e malfattori (numero monografico della Rivista quadrimestrale “Romagna Arte e Storia”, fasc. 111, a. XXXVIII , ottobre 2018)

Intervengono: Dino Mengozzi e Ferruccio Farina

 

Il volume Ai “briganti” e ai “malfattori” è dedicato l’ultimo numero della rivista “Romagna arte e storia” (n. 111 del 2018, Ed. Il Ponte Vecchio). Attraverso documenti d’archivio, i saggi qui raccolti ripercorrono la violenza, nelle sue varie espressioni, in Romagna dall’età moderna alla contemporanea.

In particolare nell’incontro si farà riferimento al dialogo serrato dialogo fra Dino Mengozzi e Dante Bolognesi nel quale gli autori ripercorrono i mutamenti dell’immagine del Romagnolo, da quello brigantesco del Passatore a quello dell’intransigente militante politico, fino a quello del seduttore da spiaggia che accompagna l’irrompere del turismo negli anni ’60 del secolo scorso.

Gli altri saggi contenuti in questo numero della rivista, curato da Ferruccio Farina Bolognesi e Dante Bolognesi,  vedono, fra gli altri, come protagonisti Isotta, moglie di Sigismondo Malatesta, signore di Rimini, la quale fa uccidere un consigliere per evitare che questi riveli al marito una sua avventura amorosa (O. Delucca); e poi le violenze perpetrate contro giovani donne nella Romagna estense nel ‘700 da chierici poco inclini all’astinenza sessuale (G. Dalmonte); Ruggero Pascoli, padre del poeta e uomo di fiducia dei principi Torlonia, vittima della violenza politica nell’esacerbato clima post-unitario (R. Boschetti); l’anarchico savignanese Mario Buda, autore di un clamoroso e sanguinoso attentato a New York nel 1920 (G. Conti); gli ex-voto, fatti dipingere da uomini e donne scampati miracolosamente a torture e prigionie, ad attentati e ruberie, come segno tangibile della loro devozione (G. Cerasoli). Il serrato

Gli autori

Ferruccio Farina E’ nato e vive a Rimini. Si interessa da anni di storia del turismo e di storia della comunicazione per immagini.

Su questi temi ha pubblicato, oltre a saggi ed articoli, ventidue volumi monografici con diversi editori tra i quali Fratelli Fabbri, Idea Libri, Maggioli Editore, Federico Motta, Rusconi libri, Panozzo, Silvana editoriale.

Docente a contratto di sociologia e storia della comunicazione turistica nel corso di Laurea in Scienza della Comunicazione, facoltà di Sociologia dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo” (1998-2013), iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, ha collaborato a trasmissioni della RAI, della RTV della Svizzera italiana e alle pagine culturali de “Il Resto del Carlino” e de “Il Messaggero”.

Membro dell’Advisory board di “Rimini Venture 2027. Piano Strategico della città di Rimini” (2008-2011).

Ha progettato e curato “Balnea.museum, Museo virtuale dei bagni di mare e del turismo balneare” (1997-2015), www.balnea.net.

Nel 1980 ha fondato insieme a Pier Giorgio Pasini la rivista “Romagna arte e storia” della quale è direttore responsabile dal 2015. Fondatore e direttore del Centro Internazionale di Studi “Francesca da Rimini”.

Dino Mengozzi Professore ordinario di Storia contemporanea all’Università di Urbino. Ha studiato con Michel Vovelle.

Nei suoi studi si occupa dei rapporti tra religione, politica e società in Italia tra Ottocento e Novecento, nonché di sensibilità collettive connesse alla storia del corpo, cui ha dedicato numerosi saggi. Fondamentali le sue pubblicazioni, per ciò che riguarda Santarcangelo e la sua storia. Oltre agli ormai “storici” volumi Comunità e modernizzazione : Santarcangelo in età liberale, (Sapignoli 1991) e Santarcangelo di Romagna e la sua gente nelle fotografie degli ultimi cento anni (Sapignoli 1985), è presente, con propri illuminanti interventi, nei vari volumi della collana “Studi santarcangiolesi”: Giornale di notizie risguardanti Santarcangelo di Romagna 1700-1905 di Elia Gallavotti; Cenni biografici di Elia Gallavotti di Santarcangelo di Romagna scritti dal medesimo nel 1900. Fiere e mercati. Mercato serico a Santarcangelo dal 1891 in avanti; Fra storia e memoria : l’Ospedale Civile di Santarcangelo (1871-1998): le sue vicende, la sua evoluzione.

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  • Giovedì 6 febbraio – ore 21

presentazione del volume

Storia del commercio in Romagna. Da Roma all’anno Duemila (Il Ponte vecchio, 2019)

di Mario Proli

Assieme all’autore interviene Marzio Casalini (editore)

Il libro Frutto di anni di ricerca, il libro prende in esame la storia del commercio nel territorio romagnolo durante più di duemila anni. Il punto di avvio è rappresentato dall’epoca pre-romana e romana, in particolare con la realizzazione delle due principali risorse funzionali allo sviluppo degli scambi: la costruzione della via Emilia e il porto di Classe. L’orizzonte di approdo ci porta all’attualità, al mondo globalizzato del mercato mondiale, della società digitale e della new economy. L’opera si presenta ai lettori con taglio divulgativo e con un significativo repertorio di immagini, e racconta le vicende che si sono verificate in questo lembo sud orientale della pianura padana seguendo il filo conduttore dell’intermediazione commerciale. Persone e luoghi: gli empori e i fori dell’antichità; i banchi dei mercanti, dei prestatori e degli ambulanti; le botteghe artigiane; le infrastrutture dell’età moderna come i mercati stabili e i fori annonari. Quindi i negozi, i grandi magazzini, i supermercati e le strutture della grande distribuzione organizzata fino ai centri commerciali con ipermercato e la rete dell’e-commerce. Una storia per molti aspetti sorprendente che aiuta a conoscere da un punto di vista specifico la vita delle persone, dei luoghi e dei territori, a individuare le radici delle trasformazioni e a seguirne gli effetti. In più a cogliere spunti di consapevolezza sull’attualità e anche sull’identità romagnola.

Mario Proli, classe 1969, giornalista professionista e saggista, è laureato in Storia contemporanea all’Università di Bologna e nel corso tempo ha continuato a dedicare impegno allo studio delle vicende romagnole dall’Ottocento a oggi con particolare attenzione ai temi di storia sociale, economica, politica e delle istituzioni. Affianca la ricerca di taglio specialistico alle iniziative con impostazione divulgativa. Autore di libri, saggi, articoli e mostre, ha collaborato con istituzioni nazionali e territoriali, enti culturali, giornali, riviste e gruppi di ricerca. Di professione è responsabile dell’ufficio stampa e dell’unità eventi istituzionali del Comune di Forlì. Diplomato in tromba al Conservatorio di musica è attivo nell’Associazione nazionale cerimonialisti italiani e nell’associazionismo culturale e del mondo giornalistico

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  • sabato 8 febbraio – ore 17, 00

Presentazione del volume

I terremoti a Rimini dal Medioevo ad oggi  (Pazzini, 2019)

di Oreste Delucca

 

Il libro

Il territorio riminese, appartenendo all’area sismica appenninica, è storicamente soggetto a fenomeni tellurici. Questo volume intende ripercorrere, in ordine cronologico, la serie dei terremoti che hanno colpito la città e il suo contorno a partire dal momento in cui esistono descrizioni analitiche di tali eventi disastrosi. Accanto a manifestazioni di intensità minore, vengono analizzati particolarmente i terremoti del 1308, 1672, 1786, 1875, 1916. Oltre alla descrizione materiale dei singoli episodi, la cronistoria aiuta anche a comprendere l’evoluzione della mentalità corrente, passata da un approccio di tipo superstizioso e clericale ad un approccio di tipo laico e scientifico. E per finire, un accenno agli aspetti giuridico-normativi della materia.

Oreste Delucca

è impegnato da decenni nello studio delle fonti d’archivio per documentare l’ambiente, l’economia, l’urbanistica, le strutture sociali della sua città e del territorio circostante, con particolare attenzione ai secoli finali del Medioevo. Membro della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, della Società di Studi Romagnoli e della Società di Studi Storici per il Montefeltro, ha fatto della ricerca d’archivio una ragione di vita e dell’Archivio di Stato “una seconda casa”. Autodidatta ha incentrato la sua curiosità e la sua ricerca su aspetti legati alla cultura materiale: l’agricoltura, l’artigianato, il commercio, la demografia e gli insediamenti, la vita e il lavoro della gente comune, le condizioni abitative, l’igiene, le istituzioni dedite alla salute e all’assistenza, le migrazioni, la giustizia, il fisco.. Allo “scavo” condotto sui documenti d’archivio ha associato l’interesse per la ricerca archeologica attraverso l’osservazione del territorio e l’individuazione di insediamenti attraverso segnalazione e recupero dei segni dell’uomo affioranti in superficie. I suoi studi sono confluiti in una quarantina di volumi monografici e più di 150 saggi in riviste specializzate ed opere collettive, nonché in coinvolgenti incontri con il pubblico.

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  • sabato 15 febbraio – ore 17, 00

presentazione del volume

Tempus loquendi tempus tacendi. Riflessioni sul Tempio malatestiano – 1969-2017  (Minerva, 2019)

di Pier Giorgio Pasini

Il Tempio Malatestiano è stato de­ nito un vero e proprio “emblema” del Rinascimento, sia per avuto come protagonisti alcuni dei più grandi artisti italiani (Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Matteo de’ Pasti, Agostino di Duccio), sia per i suoi signi­ficati, ritenuti dai più di di‑ cile decifrazione, misteriosi e pagani.

Nei dieci saggi qui riuniti l’Autore chiarisce la genesi e la storia di questo «mirabile Templum» partendo da dati concreti, e giunge a conclusioni nuove che sfatano molte leggende. Inoltre ricupera elementi importanti della cultura di corte che ne è all’origine: una corte promossa da un grande e controverso condottiero, Sigismondo Pandolfo Malatesta, che amò circondarsi di letterati e di artisti per conquistarsi tramite le loro opere una fama imperitura.

 

Pier Giorgio Pasini Ha insegnato come ordinario di educazione artistica, disegno e storia dell’arte nelle scuole medie e nei licei scientifici statali dal 1960 al 1984. Si occupa di storia dell’arte rinascimentale fin dagli anni settanta, quando diresse la mostra Sigismondo Pandolfo Malatesta e il suo tempo, Rimini, Sala dell’Arengo, 1970. Ha dedicato numerosi studi a Matteo de’ Pasti e allo studio dell’esatta cronologia delle medaglie pastiane nonchè alla signoria dei Malatesi di Rimini: I Malatesti e l’arte, Silvana ed., Milano 1983; Piero e i Malatesti, L’attività di Piero della Francesca per le corti romagnole, Silvana ed., Milano 1992; Piero e Urbino, Piero e le corti rinascimentali, Marsilio ed., Venezia 1992; Cortesia e Geometria. Arte malatestiana fra Pisanello e Piero della Francesca, Luisè ed., Rimini 1992; Il Tempio Malatestiano. Splendore cortese e classicismo umanistico, Skira, Milano 2000.
Con Minerva Edizioni ha pubblicato: Malatesta Novello «Magnifico Signore» (cat. omonima mostra, 2002), Passeggiate incoerenti tra Romagna e Marche (2006), Il tesoro di Sigismondo e le medaglie di Matteo de’ Pasti (2009),  e ha curato i testi dei volumi Rimini (con fotografie di Luciano Liuzzi, 2008), Pietre e teste malatestiane (con fotografie di Corrado Fanti 2007).  Fondamentali i sui studi e le sue numerose pubblicazioni riguardanti il pittore santarcangiolese Guido Cagnacci. Per ciò che riguarda Santarcangelo da ricordare poi il volume Guida breve per la Collegiata di Santarcangelo,  presentato, sempre alla Baldini, nell’edizione dello scorso anno del ciclo “Frammenti di storia locale”, nonché la sua conferenza “Le donne del Cagnacci” promossa  dal Lions  Club lo scorso 28 gennaio sempre alla Baldini.

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  • giovedì 20 febbraio – ore 21

Presentazione del volume

I treni in Romagna. In viaggio tra storia e letteratura (White Line, 2019)

Intervengono: Mattia Randi, Valerio Ragazzini e Roberto Marzaloni

 

Il libro La ferrovia collega ormai con naturalezza i nostri centri abitati e il treno è diventato un elemento scontato nella nostra vita quotidiana, ma non sempre è stato così. Gli autori accompagnano il lettore attraverso un’analisi storica delle linee romagnole ancora in servizio o scomparse e le impressioni e i racconti degli scrittori romagnoli, attraverso i quali scopriremo l’evoluzione del “cavallo di ferro”, dalle sue prime apparizioni fino ai giorni nostri, e come questa novità della tecnica abbia cambiato per sempre la terra di Romagna. Il volume è il settimo che entra a far parte della collana Acsè, curata dall’omonima associazione faentina per l’editore White Line. Ne parleranno gli autori, i faentini Mattia Randi e Valerio Ragazzini , ed il santarcangiolese Roberto Marzaloni.

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  • sabato 22 febbraio – ore 17

Silvia Mantovani
Palcoscenici di carta. La collezione di manifesti di Santarcangelo Festival
(Tesi del Corso di laurea magistrale in Beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione – Università di Bologna – Campus di Ravenna)

La tesi è stata rivolta allo studio dei manifesti di Santarcangelo Festival dalle origini ad oggi, al fine di evidenziare tendenze espressive che potessero essere messe in relazione non solo con i contenuti delle singole edizioni, ma anche con i contesti sociali di riferimento, partendo dal presupposto che l’arte ha una capacità rappresentativa che spesso supera le intenzioni dei singoli artisti e si pone come impronta di una realtà più ampia.

Partendo da premesse  definitorie e storico artistiche relative al genere manifesto,  che nasce prima di tutto come strumento pubblicitario e può diventare opera d’arte, si è poi passati ad analizzare i singoli manifesti della collezione, in relazione ai contenuti, alle modalità compositive, alle tecniche, agli autori e, non da ultimo, alla storia locale, grazie anche al prezioso testo di Rita Giannini, Una storia meravigliosa.  L’analisi ha consentito di rilevare tendenze che  oltre a riflettere le intenzioni creative e comunicative degli autori e delle direzioni artistiche, hanno fatto da specchio ai passaggi storici legati a cambiamenti sociali, tecnologici e culturali.

 

Silvia Mantovani è nata a Ferrara. Si è formata presso l’Università di Bologna prima in economia e poi in storia dell’arte. Ha scritto articoli critici in collaborazione con le riviste Novantasei di Faenza e Aracne, rivista on line. Dal 2017 cura insieme a Massimo Sassi le mostre dello spazio espositivo all’interno del salone di acconciature Liberamente a Santarcangelo di Romagna. Da febbraio 2020 conduce Conversazioni d’arte presso la galleria effeARTE di Faraoni Angela a Cesena. La sua ricerca è rivolta ai fenomeni artistici della contemporaneità.

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  • sabato 29 febbraio – ore 17

presentazione del volume

Generali e battaglie della Linea Gotica  (Bookstones, 2019)

di Andrea Santangelo

 

Il libro Troppo spesso scrivendo di guerra ci si dimentica degli uomini che l’hanno combattuta per lasciare spazio ad armi, tattiche e strategie. Il francese Roland Dorgelés scrisse una volta “Io odio la guerra, ma amo coloro che l’hanno fatta”. Le battaglie sono infatti il racconto collettivo di migliaia di vite,

molte interrottesi per sempre nel luogo dello scontro. Posti vicini a casa che vediamo ogni giorno con occhio distratto, racchiudono storie di uomini e donne che hanno avuto a che fare con il flagello della guerra. Il ricordo di queste persone e delle loro azioni in guerra deve essere obiettivo prioritario dello storico militare. Attraverso le biografie di generali e comandanti e con la narrazione delle più importanti battaglie della Linea Gotica questo libro ricostruisce la grande e sanguinosa storia della guerra in Italia nel biennio 1944-1945.

Andrea Santangelo, archeologo e storico militare, collabora con il Corriere della Sera, Il Resto del Carlino, la Rivista di Studi Militari e Icaro TV.

Tra le sue monografie più recenti di storia militare: Le armi del Diavolo (con Marco Scardigli,

Utet 2015), Cesare Borgia. Le campagne militari del Cardinale che divenne Principe (Salerno, 2017), Eccentrici in guerra. Storie e personaggi stravaganti della seconda guerra mondiale (Utet 2017), L’Italia va alla guerra, il falso mito di un popolo pacifico (Longanesi, 2017, Premio

Cerruglio per l’editoria storica di difesa e sicurezza 2018).

 

 

da sabato 1 a sabato 29 febbraio 2020

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