Presentazione del libro “L’isola dei poeti”

 

Presentazione “L’isola dei Poeti”

Questi racconti nascono dall’incontro tra una idea letteraria e la testimonianza storica di una comunità.

L’idea letteraria la coltivavo da tempo in seguito alla lettura di una delle più belle poesie italiane del novecento “Ad un ragazzo” di Pier Paolo Pasolini.

Scritta da Pasolini nel 1956/57, il poeta si rivolge a Bernardo Bertolucci. Bernardo poco più che bambino si aggira nella casa romana del padre Attilio tra gli amici intellettuali del padre che rievocano l’oppressione fascista e la lotta partigiana e “vuole sapere”.

Il poeta nella splendida luce di una serata romana rievoca quel passato doloroso in cui ha perso la vita nell’eccidio di Porzus anche suo fratello Guido e conclude con amarezza che forse quel passato finirà non chiesto, si perderà non detto. Penso che anche questa profezia del poeta, come tante altre, si sia avverata.

I nostri ragazzi di oggi non chiedono o non trovano adulti che rispondano e insieme alla memoria si può perdere la libertà , che ,come diceva il partigiano Enzo Biagi, va ogni volta difesa e riconquistata. Quasi coetaneo di Bernardo Bertolucci e nipote di partigiani, sentivo perciò la necessità di raccontare del ventennio fascista e della Liberazione in una comunità romagnola con un linguaggio semplice ai ragazzi di oggi. Siccome, come dice Camilleri, i racconti nascono dai fatti, ero alla ricerca di una testimonianza storica di quel periodo sufficientemente documentata e precisa riferita a un territorio limitato della Romagna e alla sua popolazione. Non trovavo nulla che mi soddisfacesse.

Finchè un giorno del tutto casualmente mi è capitato tra le mani nella casa di un amico dell’A.N.P.I. un libro tutto rosso dal titolo “La notte delle bandierine rosse” scritto da Gianni Fucci e Serino Baldazzi nel 1994. La sua lettura si è rivelata assolutamente straordinaria. Nel libro gli autori, seguendo la cronologia del ventennio e della Liberazione  in maniera dettagliata e precisa, della comunità di Santarcangelo di Romagna descrivono le famiglie per nome e soprannome dialettale e le loro abitazioni, i partiti e le loro sedi, i fatti violenti che portarono dalla vittoria socialista alla dittatura fascista e al podestà, i protagonisti cittadini della lotta antifascista che condussero alla liberazione di Santarcangelo di Romagna il 24 settembre del 1944.

Ma la sorpresa ancora più straordinaria è stata che tra questi protagonisti vi erano proprio le famiglie anti fasciste dei grandi poeti santarcangiolesi e gli stessi poeti, che, nati tra il 1920 e il 1930, e allora poco più che ragazzi, durante la guerra parteciparono alla lotta e ne pagarono un prezzo, e che dopo la guerra diedero vita a una delle stagioni più belle e originali della poesia italiana in lingua e in dialetto. Nei racconti essi sono chiamati solo col loro nome di battesimo. A quanti,  ragazzi e  non,  leggeranno i racconti, penso sia utile per ciascuno di essi leggere in appendice una breve nota biografica dei protagonisti, che comprende talvolta anche altri documenti storici e letterari utilizzati per costruire quello specifico racconto.

 

Biografia

FRANCESCO CIOTTI, è un medico pediatra con la passione della scrittura. E’ autore di saggi come “Conversazione sulla Famiglia”(Premio Carver 2014), e “Pediatri e Bambini” (finalista Premio Carver 2019). E’ inoltre autore di romanzi storici come “Pagina Bianca” (finalista Premio Nazionale Letterario Città di Forlì XI edizione) sulla 8° Brigata Garibaldi nell’Appennino Romagnolo e “Le due chiavi”( Premio Targa Città di Cattolica 2020 e Premio Bancarella come autore cesenate nel 2021) sulla storia della Cesena del secondo ottocento e del suo primario medico Robusto Mori.

 

sabato 16 ottobre, ore 17

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