Frammenti Poetici – marzo 2017

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Alla Baldini…Ascoltare, conoscere, curiosare

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Giovedì 2 marzo, ore 21

Presentazione delle raccolte poetiche:

  • Giulia Bravi

Cuore quarantena(CartaCanta, 2017).

  • Bruno Bartoletti

I volti non hanno più nome  (Giuliano Ladolfi, 2017)

Voce narrante: Annalisa Teodorani

 

 

CUORE QUARANTENA

Cuore quarantena” è una raccolta di poesie nata dall’incontro con le storie contenute nell’Archivio Storico del Banco di Napoli e messe a disposizione dalla Fondazione in occasione del Premio “Il banco dei poeti”. È il mio incontro con le persone, i fatti, i luoghi che abitano quelle pagine antiche – inesauribili scrigni di nomi e di giorni.

Questo libro è la mia voce prestata a storie che non possono morire, a uomini che continuano a chiedere di essere ascoltati. Mi hanno chiesto la parola e io gliel’ho data. Sono loro questi versi.

Cuore quarantena” è Maria D’Avalos, Carlo Gesualdo “Principe di Venosa”, Fabrizio Carafa: tragici protagonisti dell’omicidio avvenuto nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1590, vittime di un “amore sempre imperfetto” – un amore che sbaglia le diagnosi, che si sporca, che uccide.

Qui c’è anche il respiro di luce che anticipa i giorni di festa – i fuochi artificiali, i catafalchi di legno, gli archi di trionfo ricoperti di fiori, le processioni, gli infiniti dipinti commissionati …

C’è Mustafa, “schiavo turco” venduto a Napoli, che non può non raccontare della tempesta, del suo “essere un uomo / senza essere creduto”.

È anche la storia tremenda della peste che colpì la città di Napoli nell’anno 1656, dell’amore impotente che chiede una salvezza impossibile quando la fine dei tempi sta arrivando.

Nelle pagine del libro vivono i pazienti dell’Ospedale degli Incurabili, ricoverati per pazzia: Ursola che amava le rose e ne cercava le spine; “una donna” che in realtà è una “bambina mai cresciuta”. Vive il “maestro dei matti”, il medico dell’Ospedale che non può guarire ma solo calmare i deliri e inseguire gli urli nei corridoi. C’è “lo Tridici”, il cimitero storico di Napoli – il cimitero delle 366 fosse.

Sono loro le storie contenute in “Cuore quarantena”. È loro questo libro.

Giulia Bravi

 

«La vita si ammala, si corrompe, e la vita lotta per restare se stessa, il cuore è la sua continua “quarantena” – luogo dove il sangue viene pompato a riaffluire, e il sangue pazzo dell’amore, e il sangue lucente della carità. Il luogo dove la vita si riconosce nella sua vera natura, che non è di malattia ma di dono. […] La Bravi mostra una seria ricerca di stile proprio e offre il suo cuore a quarantena di tutto il dolore e della lotta delle creature che le hanno parlato dalla ombra dei tempi. E che ora parlano a noi.»
Davide Rondoni

Giulia Bravi è nata a Rimini nel 1996. È diplomata al Liceo classico e studia Lettere, curriculum Culture Letterarie Europee, all’Università di Bologna. È stata vincitrice dei premi: Edgardo Cantone (2014, 2015, 2016), Agostino Venanzio Reali (2014, 2015), Il Banco dei Poeti (2016).

Frequenta il Centro di Poesia dell’Università di Bologna e collabora con la rivista letteraria clanDestino, diretta da Davide Rondoni e Gianfranco Lauretano.

Suoi testi compaiono su riviste, blog di poesia e nella trasmissione televisiva “In che verso va il mondo”, a cura di Davide Rondoni.

Cuore quarantena è la sua opera prima.

 

 

I VOLTI NON HANNO PIÙ NOME

Un libro dedicato “agli amici richiamati”, e sono tanti, “Li conto a memoria, non manca nessuno, / l’amico più caro ancora sorride”. Sarà proprio così?

Così mi guardo indietro. La vita a volte lascia dei conti in sospeso che bisogna prima o poi riempire. Ogni libro è una conta, un bilancio che entra dentro e va in profondità. Ed è il risultato di altri libri, altre letture e altre vite. Un giorno si aprirà l’ultima fase, quella che si nasconde per guardarsi fuori, una finestra sul mondo. Perché là ci sono tutti, tutti coloro che sono passati lasciando un segno, anche quando non sembra, anche quando nessuno se ne accorge.

I nostri morti ci sono tutti e i volti, quelli, non si dimenticano, non hanno più nome, perché i nomi e le voci se ne vanno, sono i primi a doversene andare.

Bruno Bartoletti nasce a Montetiffi, una piccola frazione del comune di Sogliano al Rubicone (FC), dove tuttora risiede. Laureatosi nel 1967 in Materie Letterarie presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi su Giovanni Pascoli, nel 1974 è nominato assistente ordinario alla cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università degli Studi di Torino, nomina a cui rinuncia per dedicarsi all’insegnamento negli istituti tecnici dove svolgerà dal 1981 la funzione di preside. Uomo di scuola e promotore culturale, presso l’Università di Aix en Provence ha svolto un dottorato di ricerca d’EtudesRomanes con un lavoro su Dino Campana. Si è sempre dedicato alla poesia fin da ragazzo, ma solo in età matura ha cercato di dare ordine e sistemazione al suo lavoro. Nel 1997 pubblica il suo primo volume di liriche, Trasparenze – Frammenti di memorie, nel 2000 Le radici, nel 2001 Parole di Ombre, nel 2005 Il tempo dell’attesa, Società Editrice «Il Ponte Vecchio», nel 2012 Sparire in silenzio ritrovando il vento delle strade per conto di Youcanprint Self – Publishing, nel 2017 I volti non hanno più nome, Giuliano Ladolfi Editore.

Presiede l’Associazione culturale “Agostino Venanzio Reali” e l’omonimo premio nazionale di poesia.

 

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Sabato 4 marzo, ore 17

Presentazione delle raccolte poetiche:

  • Maria Lenti

Ai piedi del faro (La vita felice, 2016).

  • Franco Casadei

La firma segreta. Poesie in dialogo con Marina Corradi   (Itaca, 2016)

Introduce l’incontro: Bruno Bartoletti

AI PIEDI DEL FARO

Di qui un libro aperto che è però anche segreto e clandestino. Un frutto coltivato nell’ombra, o al chiuso della propria biografia, alimentato dalla tenerezza, dalla memoria; stimolato dalla coscienza di una realtà difficile e problematica e dalla esiguità di strutture non destinate a durare. Un libro che è testimonianza ma anche vissuto reale, una sorta di aveu scritto ai piedi di un faro in cui non c’è luce ma dove ancora sia possibile, anzi necessario, ricompitare l’esistenza attraverso sempre nuovi percorsi di senso.

(“Ai piedi del faro”: dalla Postfazione di Gualtiero De Santi)

 

Maria Lenti Poetessa, narratrice, saggista, giornalista, è nata e vive a Urbino. Docente di lettere fino al 1994, anno in cui è stata eletta (e rieletta nel 1996 fino al 2001) alla Camera dei Deputati per rifondazione comunista. Studiosa di letteratura ed arte. Saggi, recensioni:in volumi collettanei, riviste. In Effetto giorno(2012) ha raccolto gli scritti di tenore culturale e politico; in Cartografie neodialettali(2014), gli scritti su poeti neodialettali di Romagna e d’altri luoghi. Ha pubblicato: poesie(Un altro tempoAlbero e foglia, Sinopia per appunti(2° classificato al premio “Alpi Apuane1997”),Versi alfabetici,Il gatto nell’armadio,Cambio di luci(finalista al premio “Pascoli” 2009),Ai piedi del faro (2016); racconti: Passi variati, Due ritmi una voce, Giardini d’aria; gli studi Amore del Cinema e della Resistenza, In vino levitas. Poeti latini e vino; l’antologia di poeti italiani contemporanei Dentro il mutamento. Nel 2006 ha vinto lo “Zirè d’oro” (L’Aquila). In corso stampa i racconti Certe piccole lune.

 

LA FIRMA SEGRETA

Se, come ha scritto Paul Valery, la poesia è una «esitazione prolungata fra il senso e il suono», la prosa di Marina Corradi  ̶  giornalista e scrittrice  ̶   è palesemente attraversata da queste due dimensioni.

Proprio per questa sua caratteristica  ̶  da oltre dieci anni leggo editoriali e rubriche di questa giornalista sul quotidiano «Avvenire» e sul settimanale «Tempi»  ̶   tanti dei suoi scritti mi hanno spinto a tradurli in versi.

Ritrovandomi fra le mani alcune decine di liriche liberamente elaborate da queste letture, ho pensato di renderle pubbliche.

Credo che non ci siano precedenti in proposito, cioè libri di poesie che abbiano in toto come fonte d’ispirazione articoli di giornale della stessa autrice. Si tratta quindi di una sfida, di una proposta se vogliamo: saranno i lettori a darne la giusta valutazione.

In Marina Corradi ho colto una comune sensibilità ed uno sguardo sulla realtà che mi corrispondono profondamente. Le sono grato per la ricchezza di stimoli che mi ha donato e per avere accettato che in qualche modo mi intromettessi nella sua vita professionale, in un cordiale e amichevole rapporto umano e letterario.

 

Franco Casadei medico, vive e lavora a Cesena.
Ha pubblicato le raccolte  di liriche: “I giorni ruvidi vetri” (Il Ponte Vecchio, Cesena, 2003); “Se non si muore” (Ibiskos Risolo, Empoli, 2008); “Il bianco delle vele” (Raffaelli Editore, Rimini, 2012); “La firma segreta” (Itaca, Ravenna, 2016).
-Primo classificato nei premi di poesia: Ungaretti, 2005; C. Levi, 2005; Giovane Holden, 2008; Carver, 2012; Città di Venezia, 2013; Calvino, 2013; “C. Pavese” per medici scrittori, 2013; G. Gozzano  di Agliè, 2013; Renato Fucini, 2015; “Terre di Liguria”, 2016; Città di Piacenza, 2016.
-Fra i primi classificati nei premi: Neruda, 2006; D’Annunzio, 2006; Baudelaire, 2008; Foscolo, 2009; D. M. Turoldo, 2011; J. Prevert, 2011; Manzoni, 2011; Kafka, 2012; “Ossi di Seppia”, 2012; Premio nazionale di Filosofia- sez. paradossi, 2012; G. Pascoli di Barga, 2014; Antonia Pozzi, 2014.
– Sue poesie tradotte in spagnolo e in lingua romena (su Steaua, rivista dell’Unione degli Scrittori Romeni).
– Fra gli ideatori de “La poesia nelle case”, proposta di modalità di divulgazione della poesia in vari luoghi della città.

 

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